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Ipertrofia muscolare

Prima di parlare dei metodi di allenamento per aumentare lo sviluppo muscolare vediamo di dare una definizione a due diversi concetti, ipertrofia e iperplasia.

Ipertrofia muscolare: aumento di volume del muscolo per aumento di volume degli elementi che lo compongono (fibremiofibrilletessuto connettivosarcomeriproteine contrattili ecc.).

Iperplasia muscolare: aumento di volume del muscolo conseguente all’aumento numerico delle cellule che lo compongono. Esempi di iperplasia fisiologica sono la proliferazione dell’epitelio ghiandolare della mammella durante la pubertà e la rigenerazione del fegato dopo danno epatico esteso

APLASIA: Diminuzione del volume del muscolo in seguito a diminuzione del numero di cellule che lo compongono.

ATROFIA: Diminuzione del volume muscolare in seguito alla diminuzione del volume delle singole cellule

Fino a qualche tempo fa si riteneva che nel muscolo umano l’iperplasia non fosse possibile, in realtà studi recenti confermano l’ipotesi contraria. Il concetto deve ancora essere chiarito ed in ogni caso, anche se fosse possibile, l’iperplasia avrebbe una minima rilevanza nella crescita muscolare

La crescita muscolare è un processo estremamente complicato che per certi aspetti deve ancora essere chiarito. Il volume dei nostri muscoli è infatti regolato da numerosissimi fattori come geni, ormoni, enzimi, cellule, macro e micronutrienti, recettori ecc.

Il termine universalmente accettato per descrivere il fenomeno della crescita muscolare è “ipertrofia”.

Una delle ricerche più affascinanti del settore è stata quella che nel 1961 ha portato alla scoperta delle cellule satellite. La caratteristica più interessante di queste cellule mononucleate risiede nella loro capacità di unirsi per generare nuove cellule muscolari. A differenza delle cellule satellite queste ultime non possiedono tale caratteristica e, seppur soggette ad un continuo turnover, possono solamente aumentare di dimensioni (ipertrofia) ma non di numero (iperplasia).

Dopo essere entrate in funzione le cellule satellite iniziano a dividersi e a moltiplicarsi dando origine ai mioblasti (cellule embrionali progenitrici di quelle muscolari). Questa prima fase è chiamata “proliferazione delle cellule satellite”.

Dopo essere entrate in funzione le cellule satellite iniziano a dividersi e a moltiplicarsi dando origine ai mioblasti (cellule embrionali progenitrici di quelle muscolari). Questa prima fase è chiamata “proliferazione delle cellule satellite”.

I mioblasti di nuova formazione si fondono con le cellule muscolari danneggiate donandogli i loro nuclei (fase della differenziazione). Le cellule muscolari polinucleate sono il risultato di tale unione, ed il loro nome deriva dalla presenza di più di un nucleo all’interno della stessa cellula.

L’aumento del numero dei nuclei permette a tali cellule di aumentare notevolmente la sintesi proteica producendo, tra l’altro, anche più proteine contrattili (actina e miosina) e più recettori per gli androgeni (ormoni con effetto anabolico).

L’insieme di tutti questi processi, chiamato ipertrofia muscolare, porta ad un aumento complessivo delle dimensioni della cellula muscolare.

Iperplasia muscolare

I mioblasti hanno anche la capacità di fondersi tra loro e generare così nuove cellule muscolari. Questo processo, chiamato iperplasia, ricopre un ruolo marginale nella crescita muscolare, che viene regolata soprattutto dall’ipertrofia.

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E’ importante sottolineare che il trauma muscolare può essere causato anche da un allenamento particolarmente intenso e sfibrante. Gli esercizi con i pesi e la corsa in discesa (contrazione muscolare eccentrica) rappresentano quindi un potente stimolo per l’attivazione delle cellule satellite.

Attivazione delle cellule satellite

Come accennato all’inizio dell’articolo le cellule satellite sono normalmente inattive. La loro proliferazione può essere innescata da fattori ormonali o da un importante trauma a livello muscolare.

Gli ormoni in grado di attivare le cellule satellite sono diversi e collaborano tra loro espletando un’azione comune (testosteroneinsulinaHGH,

IGF-1 ed altri fattori di crescita come l’MGF*, l’FGF** e l’HGF***).

Per questo motivo l’assunzione di steroidi anabolizzanti, abbinata ad una dieta iperproteica e ad un allenamento adeguato, aumenta la massa muscolare stimolando l’ipertrofia ed in misura minore la formazione di nuove cellule muscolari (iperplasia).

Non tutti gli anabolizzanti agiscono però allo stesso modo. Sotto questo punto di vista gli effetti anabolici migliori sono attribuibili agli ormoni con forte attività androgena e/o aromatizzabili. Questi due aspetti sono tuttavia responsabili di buona parte dei più pericolosi effetti collaterali legati agli steroidi (ipertrofia prostatica, acne, caduta dei capelli, aggressivitàginecomastia e ritenzione idrica).

L’attivazione delle cellule satellite è regolata, oltre che dagli ormoni, anche da numerosi altri fattori. Tra questi segnaliamo la miostatina che svolge un’attività inibitoria sulla proliferazione delle cellule satellite limitando la crescita muscolare nello sviluppo e nella vita adulta.

*MGF o fattore di crescita meccanico: è una isoforma dell’IGF-1 e, oltre a stimolare la crescita del muscolo ne favorisce anche la riparazione in caso di lesione. Viene prodotto a livello muscolare ed ha azione autocrina e paracrina

Entrambe queste attività sono mediate dall’interazione con le cellule satellite. L’MGF è prevalentemente prodotto sotto stimolo negli esercizi contro resistenza e risponde in misura inferiore al GH rispetto all’IGF-1 di origine epatica. Esperimenti condotti su animali da laboratorio hanno attribuito all’MGF proprietà anaboliche decisamente superiori rispetto all’IGF-1. Tali risultati, ancora in attesa di conferma, rappresentano una delle ultime frontiere nel campo del doping genetico.

**FGF (Fibroblast Growth Factor) favorisce la capilarizzazione della fibra muscolare attraverso la formazione di nuovi microvasi (angiogenesi).

***HGF Hepatic Growth Factor: è prodotto da una varietà di tessuti, incluso il fegato dove stimola la proliferazione cellulare in vitro e la rigenerazione epatica in vivo.

IPERTROFIA MUSCOLARE TRANSITORIA:

edema muscolare (accumulo di fluidi) causato dal danneggiamento delle miofibrille e del tessuto connettivo perimuscolare;

ritenzione idrica, per esempio in conseguenza all’utilizzo di creatina

IPERTROFIA MUSCOLARE cronica: aumento del volume (ipertrofia) e del numero delle cellule muscolari (iperplasia), grazie allo stimolo ormonale e all’aumentato apporto e ritenzione di ossigeno e nutrienti.

L’ipertrofia muscolare

 è il risultato di un:

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(*) Le fibre interessate all’aumento di volume riguardano entrambi i tipi (lente e rapide), ma l’aumento maggiore avviene a carico delle fibre rapide.

 Segui il prossimo articolo forza ed ipertrofia

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